«Facebook? Roba da vecchi», e altre abitudini digitali dei giovani svizzeri

ZURIGO - Su Facebook ci sono mamma e papà, pure la zia e la nonna. Ma i teenager invece... disertano. Il motivo? Sono tutti su Instagram e Snapchat, come conferma lo studio sui consumi digitali dei 15-24enni redatto da Igem e che ha interpellato 1'757 giovani svizzeri.

Il digiMonitor 2017, questo il nome della ricerca, mette in luce un'ineluttabile tendenza: il social di Zuckerber continua a perdere terreno fra gli adolescenti, solo il 55% di loro ne fa uso attivo. Vanno invece benissimo Instagram e Snapchat utilizzate dal 75% dei giovani.

Come si spiega questa evoluzione? Da una parte l'importanza dell'immediatezza e giocosità dell'aspetto visuale e della «cultura del selfie», come spiega l'esperto di social media Jürg Kobel, dall'altro c'è anche la voglia... di scappare dai parenti che ormai su Facebook hanno fissa dimora: «Snapchat & co. sono luoghi esclusivi, con regole che gli “anziani” non capiscono».

A disincentivare l'uso di Facebook anche la presenza invadente di pubblicità e il fatto che, spesso e volentieri, si finisce per discutere di «cose troppo serie». Quest'ultimo aspetto però potrebbe avere un appeal: «quando i ragazzi cresceranno potrebbero volerci ritornare».

Tutti con WhatsApp

È solo il 2% la percentuale dei 15-24enni che non è raggiungibile su WhatsApp. Il 98% dei giovani svizzeri, inoltre, usa lo smartphone ogni giorno. In calo costante l'uso di tablet e laptop. Va sempre fortissimo, invece, la televisione.

Streaming, che passione

Il 40% dei giovani ha un abbonamento Netflix e ne fa uso regolare. La percentuale sale al 50% quando si parla di musica e Spotify anche se solo il 10% la ascolta ogni giorno.

Ma la pubblicità... meglio di no

Il 33% dei 18-24enni sentiti da Igem utilizza nel suo browser dei software per bloccare la pubblicità sui siti web visitati. Una percentuale superiore rispetto alla popolazione media (che è del 25%). Particolarmente entusiasti dei programmini di adblocking sono i giovani svizzeri tedeschi: il 50% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di farne uso.

tio.ch